• Dott. Daniele Gabrovec

La dieta per i pazienti affetti da malattie renali croniche: cosa c’è di nuovo e cos’è meglio fare

Aggiornato il: 15 giu 2019


Qual è la dieta ideale per i pazienti affetti da malattie renali croniche? Le vecchie raccomandazioni suggerivano di ridurre l’introito proteico, di potassio, di fosforo, di sodio, oltre che ridurre l’introito di liquidi. Queste raccomandazioni sono cambiata negli ultimi 10 anni? Deborah J. Clegg, PhD, la cui intervista è stata pubblicata sul Clinical Journal of the American Society of Nephrology, assieme al suo gruppo di lavoro, hanno rivisto i potenziali effetti benefici di una dieta basata sui vegetali in pazienti affetti da malattie renali croniche (CKD o Chronic Kidney Diesase).

Un’alimentazione basata su alimenti di origine animale ha un effetto molto più acidificante sull’organismo rispetto a una dieta basata su alimenti vegetali (e quindi anche su proteine vegetali). Per questa ragione, andrebbero incoraggiati i pazienti ad alimentarsi con alimenti vegetali.

La dieta basata su vegetali, come la dieta DASH, ha un alto contenuto di fibre e povera in acidi grassi saturi, oltre ad essere ricca in potassio, fosforo, magnesio e calcio e povera in sodio; questo si associa a una riduzione delle malattie cardiovascolari e dell’ipertensione. Una dieta basata su proteine animali, inoltre, è ricca di amminoacidi contenenti zolfo e fosfati, mentre una dieta su base vegetale è povera di questi amminoacidi e di fosfati, il che si associa a una riduzione delle malattie cardiovascolari e delle malattie renali croniche.

L’equilibrio acido-base è fondamentale per mantenere l’omeostasi e anche un piccolo sbilanciamento risulta incompatibile con la vita. Per mantenere questo equilibrio intervengono sofisticati meccanismi di controllo e un consumo costante di cibi acidificanti mette alla prova questo meccanismo. Fra gli alimenti che tendono ad acidificare l’organismo sono le proteine di origine animale, in quanto contengono amminoacidi contenenti zolfo. Gli alimenti vegetali, invece, hanno un effetto alcalinizzante. Inoltre, le diete basate su alimenti vegetali incoraggiano le persone a mangiare cibi meno elaborati.

In passato si cercava solo di ridurre i livelli di sodio nella dieta, mentre oggi si cerca, invece, di aumentare i livelli di potassio. Modificare il rapporto sodio-potassio sembra essere la cosa più salutare. Ma nelle malattie renali croniche i livelli di potassio tendono ad elevarsi, aumentando il rischio di iperkaliemia; ciò dipende dal fatto che il rene non funziona bene e quindi non è in grado di eliminare l’eccesso di potassio e questo potrebbe essere rischioso per i pazienti affetti da CKD.

Le raccomandazioni generali sono quelle di assumere meno di 2000mg di potassio con la dieta o con l’integrazione al giorno, in caso di CKD moderata o severa. Tuttavia, in base alle nuove ricerche, sembra che molti individui affetti da CKD siano in grado di tollerare un quantitativo di potassio giornaliero maggiore. Infatti si è visto che consumare frutta e verdura fresca sembra essere tollerato meglio e causa meno rischi di iperkaliemia rispetto a una dieta ricca di carne e cibi processati. In vari studi, condotti su pazienti dializzati, si è visto come un incremento di potassio nella dieta non si associ a un incremento di potassio a livello ematico. Sembra, quindi, che gli unici pazienti che devono assumere poco potassio siano solo quelli con livelli di potassio plasmatici cronicamente alti.

Per quanto riguarda il fosforo, invece, sembra che se proveniente da fonti vegetali sia meno assorbito rispetto al fosforo proveniente da fonti animali per il maggior contenuto di acido fitico. Spesso i soggetti dializzati assumono anche leganti del fosforo, però portano a stitichezza e a una riduzione dell’escrezione di potassio fecale. Quindi, una dieta basata su vegetali, anche se ricchi in fosforo, potrebbe comunque ridurre i dosaggi delle terapie farmacologiche.

In base ai nuovi studi, sembra che anche il tratto gastrointestinale sia in grado di regolare i livelli di potassio ematici e, mano a mano che le condizioni renali peggiorano, l’intestino si fa sempre più carico dell’equilibrio del potassio. Fornire una quota maggiore di alimenti vegetali, inoltre, è anche in grado di migliorare il transito gastrointestinale.

Per concludere, quindi, si può dire che la dieta per i pazienti affetti da malattie renali croniche, deve essere ben calibrata. In base ai livelli ematici degli elettroliti si possono introdurre più o meno alimenti di origine vegetale e, se necessario, si possono correggere i livelli di potassio con farmaci leganti il potassio. Un’alimentazione ricca di alimenti vegetali, se tollerata, nel paziente affetto da CKD si associa a un miglior stato di salute e una minore incidenza di stitichezza. Solo ai pazienti con livelli cronicamente elevati di potassio andrebbe sconsigliato un maggior introito di alimenti vegetali.


Fonte:

· https://www.medscape.com/viewarticle/910884?src=soc_fb_190502_mscpedt_news_endo_diet&faf=1


Dott. Daniele Gabrovec – BIOLOGO NUTRIZIONISTA

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