• Dott. Daniele Gabrovec

Fegato grasso: cos’è e cosa bisogna fare?


La steatosi epatica non alcolica (NAFLD, non alcoholic fatty liver disease) è una condizione caratterizzata dall’accumulo di grasso in quantità eccessiva nel fegato. Generalmente questa condizione non si presenta con una sintomatologia eclatante, tanto che spesso viene diagnosticata nel corso di un’ecografia o altri studi di imaging, richiesti per altre cause. La NAFLD è correlata ad altre condizioni cliniche, come il diabete mellito e l’obesità. Questa condizione clinica si associa a un rischio aumentato di patologie cardiovascolari.

Da tenere presente che il termine NAFLD viene usato per distinguere la steatosi epatica da cause diverse dell’alcol (in questo caso si parla, appunto, di steatosi epatica alcolica).

Da tenere presente che per avere una diagnosi di steatosi epatica non alcolica è necessaria una biopsia; infatti, dagli studi di imaging (ecografia, risonanza magnetica, tomografia computerizzata, ecc.) non è possibile distinguere una steatosi epatica non alcolica da un’epatite non alcolica (condizione più grave, dove si ha infiammazione e danno alle cellule epatiche, con progressione verso la fibrosi, la cirrosi, per arrivare fino all’epatocarcinoma).

Diagnosi di fegato grasso, cosa fare?

Se è stata posta una diagnosi di fegato grasso, risulta fondamentale tenere quest’organo il più sano possibile, cercando, quindi, di evitare tutto ciò che può danneggiarlo. Quindi è fondamentale limitare fortemente l’alcol, se non eliminarlo del tutto, evitare l’assunzione di farmaci, prodotti erboristici ed integratori tossici per il fegato (le sostanze tossiche per il fegato sono elencate nel database LiverTox). Anche alcuni antinfiammatori, come il paracetamolo, possono risultare epatotossici, per cui è importante limitarne l’uso quantitativo e temporale.

Oltre a limitare l’alcol e alcuni farmaci, è importante sottoporsi a regolari vaccinazioni, in particolare contro l’epatite A e B.

Esiste una terapia farmacologica per il fegato grasso?

Purtroppo non esistono farmaci approvati (ad esempio dalla FDA o da altre agenzie del farmaco) per il trattamento della steatosi epatica non alcolica. Finora, le due migliori opzioni terapeutiche, validate dall’American Association for the Study of Liver Diseases, sono la vitamina E (che è una vitamina liposolubile) e il pioglitazone (che viene usato generalmente per il trattamento del diabete mellito). Ad ogni modo, non sempre questi trattamenti risultano efficaci e, in alcuni casi, si sono registrati anche effetti collaterali.

Ma qual è il trattamento più efficace per trattare il fegato grasso?

La buona notizia è che il trattamento più efficace per ora, non riguarda i farmaci, ma piuttosto è rivolto a un cambiamento nello stile di vita.

La prima regola è perdere peso. Una perdita di almeno il 5% del peso corporeo, si associa a una riduzione del grasso epatico e a un miglioramento del quadro enzimatico (miglioramento della GOT, GPT e Gamma-GT). Perdere, invece, il 7-10% del peso, si associa anche a una diminuzione dell’infiammazione epatica e una riduzione delle lesioni alle cellule epatiche e, in alcuni casi, potrebbe addirittura diminuire il danno fibrotico. La perdita di peso, ad ogni modo, non deve essere troppo rapida, in quanto ciò può peggiorare l’infiammazione e la fibrosi epatica. La perdita di peso a cui si dovrebbe puntare è di mezzo chilogrammo alla settimana.

La seconda regola riguarda, invece, l’esercizio aerobico. Si è visto, infatti, che una regolare attività fisica aerobica si associa a una riduzione del grasso nel fegato, mentre un esercizio vigoroso, si associa anche alla riduzione dello stato di infiammazione.

Qual è la dieta migliore per trattare la steatosi epatica non alcolica?

Alcuni studi suggeriscono che la dieta mediterranea si associa a una riduzione del grasso nel fegato. Questo stile alimentare enfatizza il consumo di frutta e verdura, cereali integrali, legumi, noci, olio extravergine di oliva, assieme a un consumo limitato di carne rossa, preferendo, piuttosto, il pesce e il pollame magro.

Alcuni studi, inoltre, dimostrano come il consumo di due tazze al giorno di caffè si associ a una riduzione del rischio di sviluppare fibrosi.

Va ricordato che il rischio maggiore per i pazienti affetti da steatosi epatica non alcolica, è quello di sviluppare malattie cardiovascolari. Adottare questi cambiamenti nel proprio stile di vita, non solo si associa a una riduzione di grasso nel fegato, ma aiutano anche a mantenere il cuore sano.

Fotne:

· https://www.health.harvard.edu/blog/fatty-liver-disease-what-it-is-and-what-to-do-about-it-2019011015746?utm_content=buffer4117f&utm_medium=social&utm_source=facebook&utm_campaign=buffer&fbclid=IwAR1drwXn5oqEvMfWc0Fc3iR3yDQoJWB-KtDtNRltUHI_y3L-EfjmF20UfYE

Dott. Daniele Gabrovec – BIOLOGO NUTRIZIONISTA

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