• Dott. Daniele Gabrovec

La nutrizione in allattamento e la nutrizione complementare


Il periodo dell’allattamento rappresenta una fase importante sia per la madre, ma anche per il neonato. Attraverso il latte materno il neonato ottiene nutrimenti, come carboidrati, proteine, lipidi, vitamine e minerali. Il latte materno, inoltre, risulta una fonte molto importante anche di altre molecole, come le immunoglobuline, responsabili delle difese immunitarie contro agenti infettivi. È chiaro quindi come l’alimentazione della madre sia importante per trasferire tutti i nutrienti essenziali al lattante, ma anche per non attingere dalle proprie riserve, in particolare il calcio che, in caso di apporto ridotto, verrà prelevato dallo scheletro.

Il fabbisogno energetico, durante il periodo di allattamento risulta aumentato rispetto il periodo pregravidico, in particolare una donna che allatta necessita di circa 500 Kcal in più. Anche le proteine necessitano di essere lievemente incrementate rispetto al periodo della gravidanza e andrebbero portate verso l’1.3 g/Kg al giorno. I lipidi rappresentano sempre il 20-35% delle calorie ingerite e i carboidrati il 45-60%. Inoltre, è importante reintegrare le perdite giornaliere di acqua e quindi andrebbero introdotti 700ml ulteriori alle necessità normali, arrivando quindi ad un apporto totale di 2700 ml. Nella scelta dell’acqua è preferibile assumere un’acqua calcica-magnesica.

Anche le vitamine e i minerali dovrebbero essere incrementate, risultato comunque raggiungibile con un’alimentazione variata, sana ed equilibrata.

Durante l’allattamento, quindi è suggeribile fare 5 pasti al giorno, favorendo la frutta e la verdura, cereali integrali, legumi, carni bianche, pesce azzurro, salmone, frutta secca, olio extravergine di oliva, olio di semi di lino e latticini freschi. D’altra parte è sconsigliabile assumere cibi piccanti, ortaggi che possano far assumere al latte un sapore sgradevole, come cipolle, cavoli, carciofi, asparagi, aglio, ecc.; ovviamente, tali alimenti, se non comportano il rifiuto del latte da parte del neonato, possono essere consumati. Particolare attenzione va posta alle bevande alcoliche e nervine che, dopo l’assunzione, si ritrovano nel latte, con effetti tossici verso il lattante (il lattante non ha sviluppato l’enzima alcol deidrogenasi, per cui l’alcol tende ad accumularsi nell’organismo con effetti particolarmente dannosi).

Un piano nutrizionale basato su 5 spuntini potrebbe essere strutturato nel seguente modo:

· Colazione: cereali integrali (come fiocchi di avena, quinoa, fette biscottate integrali, ecc.), latte, semi di lino o frutta secca, frutta fresca o marmellata biologica a basso contenuto di zuccheri;

· Spuntino: frutta fresca di stagione e della frutta secca

· Pranzo: cereali integrali (riso integrale, riso venere, riso rosso, avena, quinoa, amaranto, farro, orzo, grano saraceno, ecc.), parmigiano, legumi secchi, verdura di stagione cruda o cotta, olio extravergine di oliva o olio di semi di lino aggiunto rigorosamente a crudo

· Spuntino: yogurt greco bianco, frutta fresca (che può essere messa nello yogurt)

· Cena: verdura cruda o cotta di stagione, pesce azzurro o carne bianca, pane integrale o patate dolci, olio extravergine di oliva o di semi di lino aggiunto rigorosamente a crudo

Chiaramente, il piano nutrizionale va personalizzato in base alle esigenze fisiologiche e patologiche di ogni singola donna.

Il solo allattamento al seno dovrebbe andare dalla nascita fino al 4°-6° mese. Con l’aumento delle richieste energetiche del bambino e con l’acquisizione delle capacità di tenere eretta la testa, di utilizzare i muscoli del tronco e il miglioramento della capacità di deglutizione, dovrebbero essere introdotti altri alimenti oltre il latte, come la frutta, la patata, la tapioca e il riso. Questa fase viene definita della nutrizione complementare, proprio perché la lattazione prosegue e a questa vengono aggiunti degli ulteriori alimenti.

La nutrizione complementare dovrebbe incominciare con l’aggiunta di frutta omogenizzata durante il giorno, mantenendo circa 4 poppate. Dopo l’introduzione della frutta si può introdurre alimenti liofilizzati, come la tapioca, il riso e la patata. È bene aspettare alcuni giorni dall'introduzione di un alimento a quello successivo, per valutare se si verificano reazioni avverse.

Per quanto riguarda l’introduzione del glutine nella dieta, gli studi ci forniscono risultati controversi, ma c’è concordanza sul fatto che andrebbe introdotto intorno al sesto mese per evitare l’insorgenza della celiachia in soggetti predisposti. Da tenere presente, inoltre, che il latte vaccino non dovrebbe essere introdotto prima dell’anno di età, in quanto potrebbe portare allo sviluppo di patologie autoimmuni, fra cui il diabete mellito di tipo 1.

Per quanto riguarda l’alimentazione, come abbiamo detto, fino al 4°-6° mese andrebbe introdotto solo latte. Intorno al 6° mese andrebbero introdotti i primi alimenti, come cereali fortificati per infanti, alimenti amidacei, prodotti da forno per infanti, frutta e verdura omogenizzata, carne liofilizzata prima e poi omogenizzata. Intorno all’ 8°-10° mese si può incominciare ad introdurre del pane morbido, frutta cotta e schiacciata prima e poi frutta grattugiata, purè di verdura, succhi di frutta fatti in casa, carne ben cotta e ridotta a purè prima e poi finemente sminuzzata, omogenizzati di pesce. Intorno al 10°-12° mese, si può iniziare ad introdurre i primi cereali, il semolino, le patate, la tapioca, verdura cotta o cruda sminuzzate, pesce e carne ben cotti. Superato l’anno l’alimentazione del bambino diventa sempre più simile a quella dell’adulto.

Nella preparazione degli alimenti, sia durante l’allattamento, che durante il periodo di nutrizione complementare l’igiene riveste un’importanza fondamentale, quindi lavarsi bene le mani con un sapone disinfettante è d’obbligo prima di manipolare i cibi o alimentare il lattante. Bisogna evitare di consumare carne o pesce cruda e verdura o frutta non lavata o non ben cotta per il rischio di parassitosi. È buona norma evitare di consumare salumi ed insaccati durante l’allattamento ed evitare di somministrarli al bambino per via diretta, per questioni igieniche, ma anche per l’elevato contenuto di sale, nitriti e nitrati che, trasformandosi in nitrosamine nel tratto gastrointestinale, presentano un potenziale effetto teratogeno precoce. Assoluto divieto è fatto, come accennato, sia per la madre, ma anche per il lattante di assumere bevande alcoliche, in quanto il bambino è carente dell’enzima epatico alcol deidrogenasi. L’alcol che non viene metabolizzato rimane in circolo nell'organismo del bambino provocando danni al cervello e agli organi. A quanto detto va sconsigliato di aggiungere zuccheri o sale agli alimenti, in quanto i bambini non ne sentono e non ne hanno bisogno.

L’allattamento e la nutrizione complementare rappresentano un periodo particolarmente importante per la madre e per il bambino. Una buona nutrizione nell'infanzia si associa a un miglior stato di salute nell'adulto e nell'anziano e una minore ricorrenza di eventi patologici nel corso della vita. Perché il piano nutrizionale sia efficace va, in ogni caso, personalizzato in base alle esigenze fisiologiche e patologiche sia della madre, che del bambino.

Dott. Daniele Gabrovec – BIOLOGO NUTRIZIONISTA

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